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scia con cambio d'uso

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marcomonza:
buongiorno a tutti, sono a chiedere un vostro consiglio.
ho predisposto una scia di due unità immobiliari ad uso ufficio. la scia prevede il trasferimento di un locale da un'unità all'altra e l'unità che ha aggiunto il locale è soggetta a cambio d'uso a residenziale. ho trasmesso la pratica, tutto bene. sono arrivato alla fine lavori con contestuale richiesta di agibilità.
qui la doccia fredda. il comune mi dice che l'unità più grande è un'abitazione e non ufficio. e che devo sistemare la cosa.
in pratica la casa era stata realizzata nel 1975 con una licenza e una licenza in variante. erano tutti appartamenti. però nella abitabilità figurava anche destinazione uffici (non erano specificati i piani o interni). nel 1985 era stato fatto un condono edilizio per trasformazione in ufficio. il comune nel 1990 ha rilasciato la concessione ma, non è stata chiesta successivamente l'agibilità. e questo è il problema. 3 anni dopo è stato fatto un art. 26 per modifiche interne con indicato sempre ufficio.
a causa della mancata richiesta di agibilità al comune risulta abitazione.
è corretto se faccio una dichiarazione elencando tutte le pratiche edilizie ribadendo che non era stata richiesta l'agibilità?
le conformità degli impianti che ovviamente non abbiamo più sono superate da quelle appena rifatte?
grazie per eventuali consigli.

antonibon:
La destinazione dell'unità è definita dall'ultimo atto edilizio rilasciato che la va a modificare: il condono edilizio nel tuo caso. L'importante è che tu lo abbia citato nella tua SCIA tra gli atti con cui sono state autorizzate la costruzione e le modifiche dell'unità.


Pertanto il comune deve riferirsi a questo atto.


Ora, a lavori ultimati, devi presentare tu la SCIA di agibilità dei locali allegando le regolari esecuzione degli impianti e tutta la documentazione necessaria prescritta dalla normativa e dal regolamento comunale vigente


Tieni inoltre conto che le certificazioni di regolare esecuzione degli impianti sono state introdotte dalla L. 46/90....e quindi, prima di allora, non erano richieste.



marcomonza:

--- Citazione da: antonibon - 28 Febbraio 2021, 08:27 ---La destinazione dell'unità è definita dall'ultimo atto edilizio rilasciato che la va a modificare: il condono edilizio nel tuo caso. L'importante è che tu lo abbia citato nella tua SCIA tra gli atti con cui sono state autorizzate la costruzione e le modifiche dell'unità.


Pertanto il comune deve riferirsi a questo atto.


Ora, a lavori ultimati, devi presentare tu la SCIA di agibilità dei locali allegando le regolari esecuzione degli impianti e tutta la documentazione necessaria prescritta dalla normativa e dal regolamento comunale vigente


Tieni inoltre conto che le certificazioni di regolare esecuzione degli impianti sono state introdotte dalla L. 46/90....e quindi, prima di allora, non erano richieste.

--- Termina citazione ---
Grazie mille Antonello!
Tutte le pratiche edilizie le ho indicate nel modello scia ma non nella
Fine lavori/agibilità dove avevo indicato appunto gli estremi della scia. A me contestano il fatto che all’epoca, dopo il condono, non avevamo chiesto agibilità per cui manca quel passaggio. Per me si stanno aggrappando ai vetri per farmi tribolare.
Ovviamente nella fine lavori della scia appena ultimata ho allegato tutte le certificazioni, Ape, camerale delle ditte, docfa.
Non so da te, ma nella mia città, in comune sono ottusi.

antonibon:
Da che mi risulta il DPR 380 non prevede la SCIA di agibilità in sanatoria....


Premesso questo ripeto che la legittimità delle opere è definita dall'atto che le ha autorizzate....quindi nel tuo caso la destinazione è definita dall'ultimo permesso autorizzato, sia esso una concessione, permesso a costruire, SCIA.


Correttamente la tua SCIA prevede come stato e destinazione di fatto quanto previsto nell'ultimo atto. L'unica cosa che il comune potrebbe eccepire è se all'epoca le opere, e relativo scambio d'uso, siano state realizzate...ma questo lo puoi provare facilemente (se te lo chiedono) con contratti d'affitto, bollette delle forniture di servizi, ecc.


Il comune di ha scritto qualche cosa a tal proposito?...riesci a farti dire sulla scorta di quale riferimento di legge sostengono che il cambio non è avvenuto per mancanza di agibilità?

marcomonza:
Ma guarda, stamattina sono stato in comune per un'altra pratica e ho parlato con il capufficio. alla fine nemmeno lei quasi sapeva che cosa volevano. alla fine siamo rimasti che le mando le copie del condono e una dichiarazione dove elenco le pratiche edilizie fatte nel tempo. questo dovrebbe bastarle.
vediamo se sarà così.
intanto grazie per i preziosi consigli  :si:

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