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Sì, questo è un altro punto importante.

Mi è capitato più volte: un prompt che funzionava bene prima, dopo qualche aggiornamento del modello, cambia completamente risultato.

È un po’ frustrante perché sembra di dover “ricominciare da zero” ogni volta.

Forse anche per questo sto cercando strumenti che siano un po’ più stabili nel tempo, almeno per workflow con più modifiche consecutive.
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considera anche che quando ci sono grosse modifiche lato AI il prompt che funzionava prima potrebbe non restituire lo stesso risultato con la nuova versione.
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Tra l’altro sto facendo qualche test con uno strumento che sembra gestire un po’ meglio questo aspetto.

Soprattutto quando lavoro con immagini di riferimento, mi sembra che mantenga meglio i dettagli tra più modifiche.

Non è perfetto, ma la differenza si nota.
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Molto interessante questo approccio, soprattutto il fatto di confrontare lo stesso prompt tra modelli diversi.

Non avevo mai pensato di strutturarlo così “a monte” prima di usarlo.

Forse questo aiuta anche a capire meglio quando è il modello a cambiare il risultato e quando invece è il prompt che non è abbastanza preciso.

Devo provarci 👍
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In generale, più sei preciso e sintetico nella richiesta meglio è il risultato. Se scrivi un prompt chilometrico confondi l’ai.
Se lo scrivi troppo breve (e quindi vago) lui fa di testa sua. Devi trovare il giusto equilibrio e questo dipende dal tipo di servizio che usi.
Fai delle prove come questa per allenarti e non spendere troppi soldi e tempo:
1. Scrivi su un file di testo un ipotetico prompt che vorresti far fare alla AI. Scrivilo bene come hai fatto tutte le altre volte.
2. Con chatgpt o Claude (o simili) chiedi di scrivere il prompt dell’azione di sopra per il modello AI che stai usando.
3. Chiedi sempre a Chatgtp e simili di scrivere lo stesso prompt per un altro modello AI.
4. Confronta i prompt con il tuo e cerca di capire le differenze.
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Interessante, ha senso.

Quindi in pratica è una combinazione tra il modello e il workflow.

Sto iniziando a pensare che forse il problema principale sia chiedere modifiche troppo “ampie” tutte insieme.

Forse lavorare per step più piccoli, con più controllo, aiuta a mantenere la coerenza.

Tu di solito lavori più con prompt mirati oppure usi anche immagini di riferimento per guidare meglio il risultato?
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Secondo te conta di più il modello usato oppure il modo in cui si prepara l’immagine di partenza?

Valgono le due situazioni con pesi quasi uguali, forse più peso verso il tipo di AI usata.
L
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Sì, infatti è proprio questa la parte più difficile.

Quando l’AI restituisce qualcosa di inatteso, a volte il problema non è nemmeno la qualità in sé, ma il fatto che cambia elementi che volevo lasciare uguali.

Per questo sto cercando di fare modifiche più piccole e progressive, invece di chiedere troppi cambiamenti insieme.

Secondo te conta di più il modello usato oppure il modo in cui si prepara l’immagine di partenza?
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usare l'AI è quasi sempre una incognita nel risultato. Ti può andare bene p ti può restituire qualcosa che non volevi.
Ad oggi abbiamo questo limite, ma manca poco per arrivare alla coerenza al 100% sempre.
L
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Grazie mille, spiegazione chiarissima 👍

Quello che dici sui layer ha molto senso, soprattutto per recuperare i dettagli che l’AI tende a cambiare senza motivo.

Anch’io ho notato quella cosa: anche modificando solo una parte, spesso il modello rielabora tutta l’immagine, come se non fosse un vero editing ma una rigenerazione.

Sto cercando un workflow un po’ più “controllato”, magari con meno passaggi consecutivi e interventi più mirati.

Tu lavori sempre così (layer + maschere) o hai trovato anche qualche approccio diverso?
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